francescodantonio1957
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| Membro | giugno 13, 2016 (10 anni) |
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Biografia
E’ una persona che si gode la vita bevendola a gradi sorsi e gustandola fino in fondo. E’ leale, si sente legato alla famiglia, al clan, al gruppo di lavoro e tiene conto che le cose possono non essere come sembrano. Deve comunque poter scegliere perché vuole sperimentare tutto perché per lui scelta vuol dire libertà. E’ forte, affidabile e per questo è molto spesso un leader: non dubita quasi mai e se dubita non lo fa vedere.
Altrettanto spesso contraddice il suo modo di porsi come leader attraverso la sua insicurezza che gli crea una conflittualità, a volte profonda ed acuta, che lo fa reagire proiettando sugli altri, o sulle circostanze, quelle responsabilità che ha difficoltà ad assumere e ciò per tentare di dissimulare la paura di essere abbandonato, visto che crede spesso di non essere in grado di aiutare se stesso e di avere quindi sempre bisogno dell’aiuto degli altri.
Alterna atteggiamenti in cui giudica le cose o bianche o nere, senza mezze misure sembrando un duro, specie quando si relaziona con persone che cercano il compromesso perché secondo lui i compromessi non risolvono nulla: in realtà non le capisce, ma se riesce a capirle, manifesta il massimo della sua diplomazia dimostrandosi un ottimo paciere. Per arrivare ad essere un buon leader, deve fare esperienze significative in posizioni subalterne per sperimentare che siamo tutti interdipendenti valorizzando quindi adeguatamente chi lo circonda.
Si impegna sempre per ottenere ciò che vuole, non sopporta l’ingiustizia e prende spesso le difese di quelli che, a suo giudizio, sono i deboli; nel contempo non sopporta le persone che non hanno saputo sfruttare le opportunità che la vita ha dato loro. Sa qualcosa di tutto, la novità lo affascina ed ha sempre delle idee innovative e razionalmente fantasiose: la sua mente è molto attiva e ricerca quasi sempre la visione complessiva delle cose ed il loro significato ultimo, e riesce a mettere insieme cose apparentemente lontane tra loro per farne un insieme organico e coerente.
Se deve fare qualcosa che non gli piace, tende a posticiparla a volte fino all’esasperazione. Quando affida un incarico a qualcuno non spiega mai il compito fino in fondo perché suppone che gli altri siano creativi come lui da poter elaborare i dettagli da sé: i dettagli disturbano il suo processo creativo …
E’ tendenzialmente un solitario, non perché ami la solitudine ma bensì per l’innato bisogno di avere a sua disposizione ampi spazi mentali dove rifugiarsi dalla mediocrità del mondo che lo circonda solo di problemi: in realtà si fida molto spesso solo di sé stesso ed è una persona complessa che valuta tutti gli aspetti delle cose con una razionalità a volte esagerata …
Per lui nella vita non ci sono problemi ma sfide e soprattutto le persone che ancora non conosce sono per lui una sfida: ecco perché non sopporta di legarsi ad un lavoro ripetitivo né si lega facilmente ad una partner, anche se quando lo fa è per sempre.
Vuole evitare il dolore e non sopporta di non avere la situazione sotto controllo e quando non ci riesce nega la realtà per difendersi.
La passione per il potere e la voglia di vincere lo spingono là dove pochi arrivano, ma alla fine, quando scopre il gioco, si sente vuoto e combatte questo vuoto con la sobrietà e la ricerca interiore: recita allora la parte dell’ottimista ben mascherando la sua tendenza alla depressione che spesso è la manifestazione del “suo mondo” altrettanto spesso illusorio per poi arrivare alla fine del suo viaggio e dire:
“Lo duca mio ed io per quel cammin ascoso
Intrammo a ritornar nel chiaro mondo
E, sanza cura d’aver alcun riposo,
Salimmo su, ei primo ed io secondo,
Tanto ch’i vidi delle cose belle
Che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo;
E quindi uscimmo a riveder le stelle.”
(Dante, Inf.Canto 34° v.133-139)