rivistainchiostro
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| Membro | aprile 27, 2011 (15 anni) |
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Biografia
Caro lettore,
per prima cosa, scusa il disturbo. Quello che hai in mano è il primo numero di «Inchiostro, rivista di storie e racconti da leggere e da scrivere».
Che senso può avere, in un panorama italiano che vede la presenza di 4.500 pubblicazioni - testata più, testata meno - vendute in edicola, dare vita ad un nuovo periodico?
Per questo mi sento di chiederti scusa per il disturbo, per avere cioé contribuito, con questa iniziativa, ad entrare in un mercato già fin troppo affollato. Tuttavia, mi sento in dovere anche di spiegarti perché, insieme con i miei collaboratori, ho ritenuto che valesse la pena di dare vita a questo progetto.
Nel suo piccolo, questa testata è assai diversa da tutte le altre presenti in edicola o in libreria. «Inchiostro», infatti, può essere definita la prima rivista completamente interattiva del nostro panorama editoriale. E questa, oltre ad essere la sua peculiarità, ne costituirà insieme il filo conduttore e l'asse portante. Un po' il suo marchio di fabbrica, insomma.
Sicuramente, una nuova avventura come questa non può fare a meno di una buona dose di temerarietà, forse anche di presunzione da parte di chi vi ha dato corso: di questi tempi, mettere in piedi una nuova iniziativa, soprattutto in campo editoriale, necessita di un certo coraggio.
Ma se forse non ci manca una vena di follia, è altrettanto certo che, prima di varare la nave di «Inchiostro», la redazione ha valutato molto concretamente i pro e i contro, i reali margini di riuscita e le difficoltà connesse con la nascita di questa pubblicazione. E, alla fine, siamo arrivati ad una conclusione molto elementare, quasi semplicistica, anche se nel contempo un po' ambiziosa: «Inchiostro» trova la propria ragione d'essere nel fatto che risponde ad una precisa esigenza, ad un esplicito bisogno. Quello di far sì che esista una rivista di carattere letterario che sia alla portata di tutti (come linguaggio, ma anche come prezzo di copertina) e, soprattutto, che sia realizzata e fatta crescere, numero dopo numero, dai suoi stessi lettori.
Proprio per rispondere a questa che è una necessità avvertita da molti, abbiamo dunque dato vita ad «Inchiostro», ideando una formula nuova, fresca e inedita. Come nuove, fresche e inedite - e faremo in modo che sia davvero così - dovranno essere le storie e i racconti che pubblicheremo.
Un ulteriore elemento distingue poi questa rivista da altre pubblicazioni che, pure in modi e in tempi diversi, hanno percorso un analogo cammino. «Inchiostro», infatti, pubblicherà i lavori dei suoi lettori in modo del tutto gratuito. Anzi, per le storie migliori, è prevista addirittura l'assegnazione di un "premio", anche se poco più che simbolico, che ripaghi gli autori della loro fatica. Insomma, pur con i nostri mezzi che non sono certo illimitati, abbiamo fatto una precisa scelta: quella di non pubblicare chi paga di più, ma solo chi, a nostro giudizio, più merita. In altri termini, su «Inchiostro» usciranno solamente i racconti che reputeremo più validi: nello scrivere, come nella vita, non è vero che siamo tutti uguali. Ed è giusto che i migliori siano premiati.
Sappiamo già che, così facendo, ci esporremo a tante critiche sul merito del materiale pubblicato. Come tutti coloro che compiono delle valutazioni, saremo inevitabilmente accusati di arbitrarietà, di superficialità, di incapacità di giudizio.
Da parte nostra, mettiamo le mani avanti: questi rilievi saranno spesso giustificati. Non abbiamo assolutamente la pretesa e la presunzione di emettere in ogni circostanza verdetti condivisibili, e tantomeno insindacabili.
Tuttavia, di una cosa posso garantire il lettore. Nelle decisioni che saranno prese dal gruppo di lettura appositamente creato, a fare da bussola sarà soltanto il gusto personale, e nessun altro criterio o considerazione. Il che, se permettete, nel mondo dell'editoria di oggi non è poco.
Forse, è proprio questo spirito che caratterizza l'avventura di «Inchiostro» ad aver convinto un personaggio del calibro di Guido Crepax a disegnare la copertina di questo numero, e a farlo in maniera completamente gratuita, senza chiedere nulla in cambio.
Il "grazie" che dobbiamo a lui racchiude e rappresenta quello che diciamo alle tante altre persone che, a titolo di pura passione, ci hanno dedicato il loro tempo e le loro energie. Senza il loro contributo, e non è retorica sottolinearlo, il vascello di «Inchiostro» sarebbe ancora fermo in porto. [...]
L'impresa che aspetta tutti noi non è sicuramente delle più facili. Siamo piccoli ma, anche e soprattutto con l'aiuto di chi ci seguirà, speriamo di poter crescere.